News

È stato pubblicato il Piano Triennale 2019-2021 contenente le linee di azione per promuovere la trasformazione digitale del settore pubblico come leva di innovazione dell’intero Paese. Nel proseguire gli indirizzi contenuti nella versione 2017-2019, il Piano costituisce il documento di riferimento per le Amministrazioni centrali e locali nella realizzazione dell’agenda digitale nel triennio 2019-2021.

Il 7 marzo la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema di decreto ministeriale recante Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica. Tra gli standard qualitativi previsti per gli operatori del settore, le Linee guida indicano l’utilizzo di sistemi di prenotazione delle visite preferibilmente informatici e la presenza di un sito o pagina web aziendale.

Lo scorso 28 febbraio sono state presentate alla Corte di giustizia dell’Unione europea le conclusioni dell’Avvocato generale Pitruzzella nella causa C-649/17 (Amazon EU), relativa all’interpretazione dell’art. 6, par. 1, lett. c) della direttiva 2011/83/UE (disposizione recepita nell’ordinamento italiano dall’art. 49 del Codice del consumo).

La questione riguarda essenzialmente l’interpretazione della direttiva, nella parte in cui stabilisce l’obbligo in capo al professionista di indicare al consumatore, prima della conclusione di un contratto negoziato fuori dei locali del professionista (e dunque anche nell’ambito del commercio elettronico) “l’indirizzo geografico dove il professionista è stabilito e il suo numero di telefono, di fax e l’indirizzo elettronico, ove disponibili, per consentire al consumatore di contattare rapidamente il professionista e comunicare efficacemente con lui” .

In particolare, la Corte è chiamata a pronunciarsi se la disposizione della direttiva citata obblighi il professionista a mettere sempre a disposizione del consumatore un recapito telefonico e un numero di fax oppure, anche se dispone di una linea telefonica, se sia libero di fornire al consumatore altri canali e strumenti di contatto quali, ad esempio, un servizio di chat o un sistema di richiamata telefonica.

Nell’ipotesi di uscita dall’Unione europea in assenza di un accordo (c.d. No-Deal Brexit), il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti un Paese Terzo a decorrere dalle ore 00:00 CET del 30 marzo 2019. In previsione di tale scenario, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (European Data Protection Board, EDPB) ha pubblicato le linee guida a cui devono attenersi i titolari ed i responsabili dei trattamenti che intendano trasferire dati personali nel Regno Unito in conformità al Regolamento (UE) 2016/679 GDPR.

Il 31 gennaio l’Autorité de la concurrence ha emesso un provvedimento cautelare nei confronti di Google per presunto abuso di posizione dominante nel mercato della pubblicità online. Il procedimento sorge dalla denuncia della società di digital advertising Amadeus, la quale si sarebbe vista sospendere improvvisamente la fornitura dei servizi Google Ads senza valide motivazioni. In ragione della posizione detenuta da Google nel mercato dell’online advertising (con una quota del 90% in Francia), l’interruzione della partnership ha determinato per Amadeus un calo del fatturato del 90% tra il 2017 e il 2018.

Today the German Competition Authority has imposed on Facebook restrictions in the processing of user data. The Authority’s decision covers different data sources: Facebook-owned services like WhatsApp and Instagram and third party websites.

Si svolgerà a Treviso il 14 febbraio il convegno dal titolo JusTech e Industry 4.0, i cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie nel diritto delle imprese, organizzato dall’Università di Padova, sede di Treviso Giurisprudenza 2.0, Dipartimento di diritto pubblico internazionale e comunitario, e dal Master in Giurista Internazionale d’Impresa.

Con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia e Comune di Treviso, Assindustria Venetocentro, Aiga Treviso,  il convegno mira a fare il punto, in forma agile ed incisiva, su alcuni nodi fondamentali del dibattito attuale in tema di Intelligenza Artificiale, piattaforme digitali, ODR, privacy e big data.

In due conclusioni pubblicate il 10 gennaio, l’Avvocato Generale Szpunar si è espresso in merito all’ampiezza dell’obbligo di deindicizzazione gravante sui motori di ricerca ai sensi della Direttiva 95/46/CE. Nel primo caso (G.C. e a. / CNIL, causa C-136/17), l’Avvocato Generale ha affermato che il divieto di trattare dati di natura delicata imposto al gestore di un motore di ricerca obbliga quest’ultimo ad accogliere sistematicamente le domande di deindicizzazione.

Il gestore, che abbia inserito nel proprio sito Internet il plugin di un terzo (come il pulsante «Like» di Facebook) il quale determina la raccolta e la trasmissione di dati personali dell’utente, è considerato corresponsabile del trattamento assieme a detto terzo (nella fattispecie la Facebook Ireland). La responsabilità congiunta dovrebbe tuttavia essere limitata alle operazioni per le quali esso codecide effettivamente in merito agli strumenti e alle finalità del trattamento dei dati personali.

By decision published on 7 December, the Italian Competition and Consumer Authority (AGCM) fined Facebook Inc. and its EU subsidiary Facebook Ireland Ltd. for a total administrative sanction of 10 million euros for two unfair commercial practices against the 31 million Italian FB users, in breach of the Italian Consumer Code (Legislative Decree 206/2005). The proceeding, which focused on two ongoing practices started in 2008, was initiated last April following several complaints of the consumer associations Altroconsumo, Movimento Difesa del Cittadino and Unione Nazionale Consumatori.

Usiamo i cookies per offrirti la migliore esperienza possibile su questo sito. Continuando la navigazione o cliccando su "Accetto" autorizzi il loro uso.